martedì 15 maggio 2012

Manifesto del leccaculo all'università secondo Lei

Scrivere questo post sotto l'etichetta Omini(di) sarebbe stato riduttivo. I leccaculo si trovano dappertutto, ma Lei... Lei merita un post tutto per sé.
Ricordate la sapientona in questo post? Ecco, nel giro di pochi mesi, si è rivelata una leccaculo di grande esperienza. Vi spiego come agisce con queste regole fondamentali:

1. IL POSTO
Occupare a lezione (ma anche agli esami) un posto delle prime file è la prima regola per il perfetto leccaculo. C'è chi ci sta perché se non vede il viso del docente si distrae, c'è chi ci sta perché sennò le slide con la luce accesa da lontano si vedono di merda, c'è chi ci sta perché è miope, ma Lei deve starci per altri motivi:
a) farsi vedere dai docenti perché loro "si ricordano le facce";
b) farsi vedere quando interviene per lo stesso motivo;
c) farsi vedere mentre non perde un passaggio della spiegazione e prende appunti;
d) farsi vedere mentre si sorride al docente;
Finezza: vuoi farti vedere meglio? Quando vicino alla cattedra ci sono più sedie, è bene memorizzare quella occupata da ogni docente e mettersi nella sua esatta traiettoria.

2. L'INTERVENTO
Mentre alle superiori se intervenivi bene o male qualcuno ti alzava anche il voto, se all'università all'inizio non capisci bene a cosa serva se non dar sfogo al proprio egocentrismo innumerevoli volte ogni ora, ci pensa Lei a spiegarti perché si faccia:
a) appunto, dar sfogo al proprio egocentrismo innumerevoli volte ogni ora, perché se non viene fatto magari si esplode come sperano tutti che Lei faccia;
b) far notare al docente di aver seguito con attenzione i suoi ragionamenti e di aver ripassato gli appunti subito dopo la lezione;
c) dimostrare di saper qualcosa, anche se non si sa fondamentalmente un cazzo;
d) sentirsi superiori rispetto agli altri che rispetto a te ne sanno a pacchi e che però, essendo sprovvisti di protagonismo, preferiscono che qualche intellettualoide in astinenza da sanissimo sesso risponda in modo saccente al posto loro;
e) far incazzare i propri colleghi che ti augurano con il cuore un virus gastrointestinale fulminante almeno da Natale.

2.1 L'INTERVENTO NON RICHIESTO
I docenti fanno delle domande che ovviamente richiedono delle risposte. A volte, però, parlano e basta quando Lei entra in azione:
a) quando il docente parla di/cita un libro o di un film, esclamare enfaticamente "BEEEELLO!" come fanno i bambini, per far pensare al docente "Oh, com'è acculturato/a questo/a ragazzo/a!", quando invece pensa "Ma te guardo questo/a se me deve interrompe pure quando non lo chiedo espressamente".

3. LE BATTUTE DEL DOCENTE
Molti docenti fanno pessime battute. Altri fanno battute fantastiche, sottili e di nicchia. In entrambi i casi bisogna:
a) ridere sguaiatamente, agitandosi vistosamente, se ci scappa qualche lacrima è perfetto, fingendo di non aver mai sentito una battuta così brillante e originale, anzi, di non aver mai sentito una battuta.

4. LA PAUSA
Oh! Ci volevano dieci minuti di pausa, non ce la facevo più! Guarda quanta gente va dalla docente a far domande! Ma soprattutto, guarda chi c'è UN'ALTRA VOLTA!
Ebbene sì. Mentre molti vanno fuori per dimenticarsi per un momento dell'esame più tosto del primo anno, Lei va dalla solita docente dell'esame tosto a far domande.
- Oh, ma hai sentito cosa le ha chiesto?
- No, cosa ha chiesto?
- Praticamente le ha detto che andrà a Roma per due settimane e voleva sapere se c'erano mostre e musei sulla moda.
- Ma chiedilo a Google, perché devi andare a rompere i coglioni a lei?
Per questo:
a) bisogna mostrarsi interessati ai libri da preparare per l'esame;
b) bisogna far domande anche idiote, domande qualsiasi sulla prima parte appena terminata della lezione con la speranza che la docente, coi controcazzi, ti dica "Oh, ma che bella domanda!" quando invece pensa "Ma guarda 'sta stronzo/a che per fa' 'ste domande sceme non va manco al cesso";
c) bisogna far vedere in HD la propria faccia al docente in questione, sia mai che le lenti dei suoi occhiali abbiano mezzo grado in meno e lo privino della visione di quella faccia da imbecille.

Non ho commenti aggiungere, ma spero solamente che qualcuno si immedesimi in Homer.
E voi? Sicuramente avrete incontrato dei leccaculo, parlatemi della vostra esperienza!

mercoledì 2 maggio 2012

Avere ottimi amici significa anche questo

Non credo che andrei ad un appuntamento al buio. O meglio, ci andrei solo se venisse organizzato da qualche amica estremamente affidabile e amica a sua volta del ragazzo in questione, perché liberarsi di cessi petulanti è assai difficile e perché ovviamente ci sono tanti mostri là fuori e non solo in questo senso.
Una sera stavo aspettando delle amiche sulle scale del Teatro delle Muse. Ero in anticipo, un po' più in tiro del solito, mi guardavo intorno alternando orologio-cellulare-orologio-cellulare sperando in un messaggio o in una chiamata per avvertire del ritardo. Qualche scalino più in basso, un biondino sui 25 anni, apparentemente molto bello (era girato), curato e ben vestito, stava facendo la stessa cosa e ogni tanto si voltava appena a guardarmi di sottecchi. Io ho assunto la faccia del "Cosa c'ha da fissa' questo? Come minimo la piastra s'è andata a fa' benedi' e c'avrò i capelli alla Bellatrix Lestrange". Mentre mi stavo guardando intorno nervosamente, il ragazzo si è girato, ha salito un paio di scalini e, puntandomi nelle pupille due bellissimi fanali azzurri, mi ha chiesto: "Sei Anna?". E io: "No, mi dispiace ma se voi posso fa' finta de sì" sorridendo.
Allora, le cose sono due: o 'sta Anna ha un'amica che le vuole un gran bene e che conosce miracoli della natura, o l'ha conosciuto in chat ed ha avuto proprio un gran culo.

Avete mai incontrato gente conosciuta in chat con lo scopo di frequentarvi? Com'è andata?